IV-III secolo a.C.

E' un periodo di grandi cambiamenti che incidono profondamente sulle civiltà indigene, dovuti da un lato alla diffusione dei modelli tarantini con l'arrivo di Alessandro il Molosso, dall'altro alla penetrazione dei Romani in tutta la regione.

In questo periodo in Daunia è presente un'aristocrazia terriera, in forte contrasto con le popolazioni rurali, più vicine al sistema sociale dei Sanniti.

Nel 318-319 a.C. Teaunum Apulum e Canosa stringono un'alleanza con Roma, mentre tra il 318 e il 291 a.C., Lucera e Venosa divengono colonie latine. Solo Arpi mantiene la sua indipendenza fino alla guerra annibalica.

A partire dal IV sec. a.C. la civiltà daunia inizia a perdere i caratteri che la contraddistinguevano dalle altre culture, a causa dell'influenza dell'avanzata civiltà magnogreca ellenizzante. All'influsso culturale tarantino seguirà, a partire dalla fine del IV secolo, l'espansione di Roma, che prima della metà del III secolo avrà sottomesso tutta la regione. 

Solo verso la fine del IV secolo, per influsso esterno, è attestata la nascita di veri e propri centri urbani fortificati, caratterizzati da abitazioni con muri di pietre a secco e mattoni crudi. In campo funerario, nel IV secolo, alle tombe "a grotticella" si affiancano quelle "a semicamera" e a "camera" costruite con blocchi, intonacate, stuccate e talvolta decorate con pitture, di chiaro influsso esterno; il defunto via via passa dalla posizione rannicchiata a quella distesa e supina.

In questo periodo la documentazione archeologica superstite si riferisce quasi esclusivamente ai rinvenimenti funerari, mentre sono quasi del tutto assenti elementi sulla topografia degli insediamenti.