L'apogeo: VII-VI secolo a.C.

L'epoca arcaica corrisponde al massimo fulgore della civiltà daunia. Gran parte dei villaggi sul Gargano perdura fino alla fine di questo periodo, mentre poco si sa dei centri collinari, come Canosa e Ascoli, e sono meglio conosciuti i centri di pianura, che se da un lato sfruttano le difese naturali, dall'altro potenziano le difese con aggeri di terra preceduti da fossati. Non si tratta di veri e propri centri abitati, ma di luoghi di rifugio per piccoli nuclei di abitanti sparsi nel territorio circostante. Infatti, gli aggeri di difesa erano molto lunghi, con superfici libere da costruzioni per l'agricoltura e il pascolo degli animali in caso di difesa. Qui, poi, erano collocate anche le necropoli.

Continua l'uso di capanne straminee, come nella I età del Ferro. I defunti vengono seppelliti in posizione rannicchiata, adagiati su un fianco e le tipologie di sepolture sono analoghe a quelle del periodo precedente, anche se compaiono le prime tombe "ricche", segno della nascita di élites anche nelle comunità daunie, generalmente caratterizzate da un ampio corredo e dalla posizione isolata.

Persiste inoltre la tradizione della scultura in pietra, con le "stele daunie", maschili e femminili. In genere sono costituite da una lastra di calcare tenero locale, sottile, di forma rettangolare. Le lastre erano sormontate da una testa, spesso giustapposta con un perno. Raffiguravano il defunto ed erano infisse nel terreno, quali segnacoli delle tombe. Il defunto sulla stele era raffigurato con il vestiario, gli ornamenti personali e le armi; spesso sono rimaste tracce di colore. Sulla veste compariva la decorazione figurata: motivi geometrici, ma anche scene di vita quotidiana (caccia, pesca, navigazione), di vita domestica (molitura del grano, filatura), mitologia, culto dei morti.

La produzione vascolare daunia di età arcaica migliora: continua sia la tradizione dei vasi d'impasto più o meno rozzi, sia la produzione di argilla figulina acroma, ma anche dipinta a motivi geometrici, con due fabbriche particolarmente attive a Herdonia e a Canosa.

Generalmente, si riconosce il carattere autonomo dei Dauni, chiusi a influssi esterni, anche se nel VI sec. a.C. essi sembrano avere contatti con popoli greci e magnogreci e con gli etruschi.