Le origini della civilta' daunia e la prima Eta' del ferro

Il termine "Civiltà daunia" può essere usato legittimamente solo a partire dalla I età del Ferro fino al IV sec. a.C. e si riferisce a quella civiltà sviluppatasi nella Puglia settentrionale, a opera dei Dauni, affini ma differenti da peucezi e messapi, insediati nella Puglia centrale e meridionale.

Verso l'età del Bronzo finale (XI-X sec. a.C.) giunsero in Puglia popolazioni illiriche dalla costa orientale dell'Adriatico. Tali gruppi di popolazione, uniti alle genti preesistenti e a gruppi di provenienza egea, probabilmente cretese, diedero vita alla civiltà iapygia, da cui si svilupparono tre culture: la dauna, la peucezia e la messapica.

Gli insediamenti erano di due tipi: arroccati su colline difficilmente accessibili, come nel Gargano, e insediamenti di pianura. Le abitazioni erano costituite da capanne, con piano di calpestio in terra battuta ed elevato con struttura di pali lignei, rivestita di paglie a frasche, rese impermeabili da strati di argilla (esempi a Salapia).

Caratteristico dei Dauni era l'uso di seppellire i morti in posizione rannicchiata, adagiati su un fianco (dalle origini fino agli inizi del III sec.a.C., in piena romanizzazione).

Le tombe erano di quattro tipi: a fossa di forma troncopiramidale scavate nella roccia, coperte da lastroni lapidei (Gargano); a fossa semplice, terragna, coperte da ciottoli; a tumulo, ovvero costituite da una tomba a fossa circondata da un circolo di pietre che delimitavano il cumulo di pietre sovrastante; ad enchythismos, dove il defunto veniva desposto in grossi recipienti. Quest'ultimo, molto diffuso, era riservato ai neonati.