L'età dei metalli

La fisionomia culturale della Puglia settentrionale in questo periodo è sempre risultata piuttosto indistinta, ma ricerche recenti hanno portato alla scoperta di numerose documentazioni relative all'Eneolitico, persino in un territorio considerato povero di testimonianze archeologiche come il Subappennino Dauno, che si configura invece come la parte più vivace della Daunia durante il III millennio a.C.

Scavi degli anni Novanta in località Sterparo, tra i comuni di Bovino e Castelluccio dei Sauri, hanno condotto alla scoperta di un basamento e di un edificio cultuale di tipo megalitico, per la cui realizzazione si è fatto ricorso a specifici rituali di fondazione, che presentano singolari analogie con quelli praticati nell'area megalitica di Saint-Martin-de-Corleans, ad Aosta. Anche i materiali ceramici recuperati trovano confronti in forme e decorazioni della cultura eoliana di Piano Conte e di quella danubiana di Baden, con il caratteristico decoro a scanalature e a solcature e la forma a fiasco di alcuni fittili.

A questo periodo è ascrivibile il rinvenimento di stele antropomorfe, anch'esse inquadrabili nelle manifestazioni legate alla diffusione del megalitismo.

Di difficile inquadramento cronologico, ma anch'essi collegati alla diffusione del megalitismo, sono i menhir individuati nel 1989 nel territorio di Sant'Agata. Alti in media m 1,90, di forma stretta e slanciata, i monoliti sono aniconici, a volte grezzi e piuttosto irregolari, altre volte sbozzati e sagomati con maggior cura in pilastri variamente profilati, con terminazioni rastremate e vertici arrotondati.

Le sepolture, ampiamente diffuse durante l'Eneolitico, erano collettive, del tipo a grotticella artificiale con pozzetto d'accesso centrale. Gli inumati, una decina tra adulti e bambini, erano accompagnati da un corredo vascolare composto da vasellame e industria litica, appartenente tipologicamente alla cultura del Gaudo, mai attestata prima d'ora sul Gargano.

Agli inizi del II millennio a.C., nell'Italia sud-orientale si affermano modelli d'occupazione territoriale che prediligono le posizioni strategiche, tanto per gli abitati costieri che per quelli dell'interno, esigenza determinata dalla crescente attività di scambio a largo raggio, praticata tra comunità con economie complementari.

Le ricerche in corso nel basso Tavoliere evidenziano, al riguardo, l'omogeneità culturale che accomuna i centri dislocati lungo il medio e il basso corso dell'Ofanto, che traggono particolare prosperità proprio dalla vicinanza all'importante via fluviale. L'esplorazione sistematica del grande villaggio all'aperto di Madonna di Ripalta ha evidenziato il denso tessuto abitativo dell'area.

Agli inizi del Bronzo medio è da collocare la realizzazione di un grandioso ipogeo scoperto nel 1989 in località Terra di Corte, nel comune di San Ferdinando di Puglia. La struttura sotterranea, scavata artificialmente nella crosta calcarea, è formata da uno stretto dromos curvilineo, costituito da una rampa a cielo aperto in ripida pendenza, seguita da un tratto interrato e piano, attraverso cui si accede a un'ampia camera rettangolare e a una piccola cella che si apre lungo una parete. Sembrerebbe trattarsi di un ipogeo frequentato a scopo rituale, luogo di raduno per gruppi anche numerosi.

Al contrario, il lungo dromos che precede l'ipogeo di Madonna di Loreto a Trinitapoli, era stato accuratamente sigillato con pietrame cementato da un efficace legante, a dimostrazione della volontà di chiudere definitivamente l'accesso alla tomba una volta che fossero stati interamente occupati dalle deposizioni gli spazi disponibili al suo interno. Indagato a partire dal 1987, il sepolcreto costituisce una delle scoperte in assoluto più importanti relative alla media età del Bronzo, tuttora un unicum in Italia quanto a complessità strutturale e a ricchezza di corredo. Concepita per ospitare almeno centrocinquanta deposizioni, evidenziata dallo splendore e dalla magnificenza delle suppellettili, si configura come una tomba familiare per uno o più gruppi parentelari di un'élite aristocratica, che la utilizzarono per diverse generazioni.