2) Il mosaico tessellato

Ai vecchi pavimenti a ciottoli di tipo daunio, si affiancano dal II sec. a.C. nuovi suggerimenti derivanti dal mondo ellenistico, in cui superfici con tessere fittili irregolari, disposte casualmente come ad Arpi o formanti ornati geometrici a spina di pesce, vengono utilizzate in strutture pubbliche, come nel portico del tempio sotto S. Leucio a Canosa, e private, come S. Vito di Salpi o nella villa di S. Ferdinando di Puglia.

La tradizione storica ha proposto il passaggio dal ciottolo al tessellato come un momento evoluzionistico, dal Salzmann individuato alla fine del II sec. a.C. in Grecia e in Asia Minore, mentre Danzewski ha localizzato il luogo di trasformazione nell'Alessandria del IV sec. a.C.

È probabile che il passaggio dall'uso dei ciottoli alle tessere in pietra e più raramente in pasta vitrea, sia avvenuto durante l'età ellenistica nel III sec. a.C., in modo diverso e in varie zone. Si assiste così all'utilizzo di schegge di pietra irregolari a Pergamo, Sparta, Eretria, all'uso di tessere più regolari ad Assos e ad Olimpia, o una tecnica mista a Rodi, Alessandria, Olimpia.

Ad Arpi in Daunia, esempi di tessellato regolare e irregolare sono nella Casa del mosaico dei Grifi e delle Pantere, come a Morgantina, ricordiamo il riquadro pavimentale del Ratto di Ganimede della domus omonima (260-250 a.C.).