Il Paleolitico

La Daunia paleolitica si identifica con il promontorio del Gargano. Geomorfologicamente, verso la costa il paesaggio è caratterizzato da modesti rilievi collinari e da terrazzi inclinati verso il mare.

Sono stati individuati diversi giacimenti, sia in grotta sia all’aperto, alcuni a carattere abitativo, altri con funzioni diverse, come luoghi di culto e officine di taglio della selce.

Tra i più importanti, è il giacimento di Paglicci, situato sul fianco meridionale del Gargano, presso Rignano Garganico, al confine con la pianura foggiana.

Nella saletta interna di una grotta sono stati rinvenuti alcuni dipinti parietali, in particolare due cavalli, di cui uno è in posizione verticale, e una serie di mani, alcune delle quali ottenute per diretta impressione delle mani spalmate di colore, altre realizzate spruzzando colore intorno alle dita. Vi sono poi alcuni graffiti, piuttosto profondi, che talvolta formano figure stilizzate.

Nella grotta si rinvenne lo scheletro di un ragazzo di circa 13 anni, in posizione supina, il capo girato verso destra, l'avambraccio destro flesso totalmente sul braccio e la mano rivolta verso il viso. Denti forati di cervo erano stati utilizzati per l’acconciatura, il braccialetto e la cavigliera. Il corredo funebre era composto da grattatoi, un punteruolo, un bulino, un blocchetto di ematite.

Successivamente, si rinvenne una seconda sepoltura relativa a uno scheletro femminile di 18-20 anni, in posizione supina, la testa in avanti inclinata verso sinistra, le braccia parallele al torace. Il corredo funerario comprendeva un grattatoio, due bulini, una lama, una grossa conchiglia, mentre l'acconciatura era costituita da un diadema realizzato con sette denti di cervo forati.

Gli scheletri risalgono a 25.000-23.000 anni fa. Secondo gli studiosi, i resti fossili umani sono da attribuirsi al tipo umano di Cro-Magnon, largamente diffuso in Europa nel Paleolitico Superiore.